AirPlay: con un buon montaggio, anche la tua vita può essere una figata!

Arrivano gli spot di Natale, ma questo la vince su tutti.
La famiglia si riunisce in un suggestivo paesaggio innevato. Parenti che forse non si vedono mai, ma che comunque si stanno tutti un sacco simpatici. Il ragazzino adolescente ha sempre lo smartphone in mano. Ma che dico smartphone, un iPhone ovviamente, inquadrarlo non serve neanche, è cosa ovvia.
Piccola parentesi. Il ragazzino non è un nerd, ma un nativo digitale, quindi per lui la tecnologia è una seconda pelle, non ha certo bisogno di essere uno smanettone pallido e occhialuto per intendersi di queste cose.
Chiusa parentesi. Mentre tutti si divertono, si abbracciano, si salutano, giocano con la neve, il ragazzino ha sempre l’iPhone in mano. Registra ogni cosa, poi ogni tanto si ferma in un angolo, rivede, controlla, chissà che farà mai…

A fine giornata, ecco svelato l’arcano. Con un semplice gesto, grazie ovviamente ad AirPlay, invia sul mega televisore di casa il video della giornata trascorsa insieme, tutta dal suo punto di vista, selfie compresi.
E tutti si commuovono. Non si erano commossi salutandosi tra loro, si commuovono ora vedendosi mentre si salutano. Non si commuovono vedendo se stessi in un Natale di 10 o 20 anni prima, più giovani, più piccoli, più felici o chissà cosa. Si commuovono vedendo se stessi il giorno prima.

[youtube=http://youtu.be/B2xYU2NTjBc]

Traggo due conclusioni. La prima è che Natale è sempre Natale, i tempi per essere meno kitsch sono altri e una lacrima di commozione la si tiene sempre in tasca. La seconda è che, a quanto pare, quello che ci dovrebbe commuovere di più è la visione di noi stessi. Certo, con una buona colonna sonora e un buon montaggio, rallenty compresi, ma sempre noi stessi siamo.

Io ho appena scaricato le mie foto di Natale e giuro di non aver pianto. Mi sono domandata come mai vengo sempre male, perché abbiamo sempre la bocca piena, e perché c’è sempre una bottiglia in mezzo al tavolo che impegna l’inquadratura. Ma pianto no. Forse sono davvero un’insensibile…

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3 commenti

  • Quello che scrivi mi fa riflettere sul fatto che siamo sempre troppo presi da noi stessi e che sembra sempre più commovente e appagante quello che filtriamo attraverso un media che quello che viviamo realmente giorno dopo giorno.
    Auguri Nanaros ti auguro un nuovo anno pieno di post così interessanti.

  • Volevo anche dirti che Airplay è una figata io ce l’ho ehehehheheheheeh

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