Instant Advertising e social network

Instant Advertising e social network è un binomio sempre più vincente.

Cos’è l’Instant Advertising? Semplicemente un’attività di pubblicità o di comunicazione che viene sviluppata sul momento, per commentare l’attualità o i fatti di cronaca. Un po’ come gli instant book, libri che miracolosamente arrivano in libreria a poche settimane da un avvenimento politico, storico, culturale.

Del resto, da quando le aziende sono soggetti attivi sui social network, è del tutto normale aspettarsi un loro contributo in tempo reale alle conversazioni che coinvolgono e interessano il pubblico. Ed è proprio sui social network, infatti, che compaiono molto spesso casi di Instant Advertising. Si abbattono i tempi di ottimizzazione, pianificazione e acquisto degli spazi. Non c’è sempre una particolare strategia di comunicazione a supporto, ma i creativi sono sempre all’erta, pronti per interpretare la posizione del brand nel contesto sociale del momento.

E infatti, sono situazioni molto ghiotte per veicolare i valori dell’azienda, per dare voce all’entusiasmo, all’indignazione e, a volte, per approfittare del passo falso di un competitor.

Tra i brand più attivi sui social, Ceres che con ironia risponde sempre a tono all’attualità che conquista le prime pagine dei giornali, come si diceva una volta, o meglio i trend topic come sembra più utile dire oggi.

A luglio 2015, Ceres commenta così la notizia di acqua su Kepler 452.

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Ad aprile 2015, invece, Ceres sostiene gli operai che stanno lavorando nell’area Expo, ai quali manca solo un mese di tempo prima dell’apertura dell’Esposizione universale. La campagna di instant advertising è realizzata con l’agenzia Bcube e accompagnata da un evento concreto (e non solo social): il 1° aprile 2015, Ceres accoglie realmente i lavoratori presenti su sito Expo di Rho e offre loro birra e focaccia.

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Più delicato, ma anche più efficace, l’intervento di Ceres all’indomani dei danni causati dai tifosi del Feyenoord alla città di Roma, a febbraio 2015. Delicato perché i tifosi erano ubriachi, efficace perché ha scatenato le risposte di altri brand, che hanno deciso di seguire l’onda e affiancarsi, approfittando della visibilità che Ceres aveva saputo conquistare.

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Nello screenshot si può vedere l’intervento di Molinari Sambuca, ma partecipano alla conversazione anche altri brand, come Limoncello di Capri, Robiola Osella, Hotel Atlantic Borgaro, Cipster e Fonzies.

E a chi accusa Ceres di aver biecamente approfittato di una triste pagina di cronaca, Ceres risponde: “Noi vendiamo birra, ma preferiremmo non venderla a tutti, soprattutto a chi la usa così!” Chapeu.

 

Non solo Ceres, però.

2014: il calciatore del Barcellona Dani Alves subisce insulti razzisti che si concludono con il lancio di una banana. Alves non dà in escandescenze e decide di rispondere con ironia e superiorità: la raccoglie e se la mangia tranquillo. Nel giro di poche ore, la banana diventa il simbolo dell’anti razzismo e Chiquita, affiancata da Armando Testa, presenta sui social network la sua intant advertising, accompagnata dall’hashtag #weareallmonkeys.

Nanaros_Chiquita_InstantAdv

 

E arriviamo a settembre 2013, uno dei casi più eloquenti di Instant Advertising.

Guido Barilla rilascia un’intervista in cui dichiara che non ritiene opportuno utilizzare una famiglia gay per gli spot Barilla. La polemica impazza in rete (e non solo). Alcuni giorni dopo, Guido Barilla si scusa pubblicamente, attraverso un video nel quale fa molti passi indietro e garantisce il totale rispetto per tutte le persone, indipendentemente dal loro orientamento sessuale, dalla loro etnia, genere o religione. Nel frattempo, però, i concorrenti approfittano del momento di debolezza del colosso e rispondono in tempo reale sui social network.

Garofalo è tra i più agguerriti.

Nanaros_Garofalo_InstantADV

Nanaros_Garofalo_Facebook

 

Molto chiara anche la risposta di Pasta di Sardegna.

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E quella di Pastifio dei Campi di Garignano.

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E anche Althea, che non produce pasta ma sughi pronti. Siamo sempre in zona, però.

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Infine, non è da meno Buitoni, che anche se non sviluppa una vera e propria campagna di Instant Advertising, fa sentire la propria voce su Facebook.

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Peccato per Barilla, che in precedenza era stata maestra dell’Instant Adv. Ad esempio commentando la scoperta del Bosone di Higgs.02_barilla_bosone

 

Così come seguendo le varie fasi dei Mondiali di Calcio di Germania del 2006.

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In questo caso, a dire il vero, la campagna non è stata poi così improvvisata. I soggetti erano molti, diversificati per le varie situazioni, divulgati al momento opportuno. E sempre accompagnati dall’hashtag #calciobarilla. Anche se non si è trattato esattamente di un Instant Advertising, il risultato è stato proprio quello di un Instant Advertising.

 

Nota: se l’argomento vi interessa, questi sono solo alcuni casi di Instant Advertising. Molti di più saranno all’evento organizzato da Ninja Marketing il 25 novembre 2015 in collaborazione con l’agenzia BCube. Si parlerà di Ceres e non solo.

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