Lei penserà a farsi bella, lui a fare goal

Pubblicità sessista? Non mi piace la pubblicità di genere, ma ancora meno mi piace muovere critiche di genere alla pubblicità. Perché si finisce per dire sempre le stesse cose, risultando inevitabilmente retorici e ripetitivi. Mi annoio da sola, insomma.

 

Huggies_ev

Però questa volta non posso farne a meno. Sono arrivati i nuovi pannolini Huggies per bambino e bambina. Fin qui, nulla di strano. I pannolini per bambino e per bambina nascono perché bambino e bambina sono diversi. Certo, diranno tutti i genitori: fanno la pipì in modo diverso. Non è sufficiente questa come spiegazione?

Pare di no.

Lei penserà a farsi bella, lui a fare goal. Lei cercherà tenerezza, lui avventure. Lei si farà correre dietro, lui invece ti cercherà. Così piccoli e già così diversi.

Non ci posso credere. Basta uno spot e ci si ritrova catapultati indietro di circa 40 anni, ad esempio al 1973, anno in cui Elena Gianini Belotti pubblica “Dalla parte delle bambine”.

“È un maschio. “È una femmina.” Sono le prime parole che l’ostetrico pronuncia appena il bambino è nato, in risposta alla muta o esplicita domanda della madre. Lui, o lei, sono del tutto ignari del problema del sesso cui appartengono e lo saranno ancora a lungo. Ma c’è chi se ne occupa, nel frattempo, e ha già le idee chiare sul modello ideale di maschio e di femmina. Il figlio, o la figlia, devono aderire il più possibile a questo modello. A qualsiasi costo.

Se le aspettative dei genitori riguardo ai propri figli sono così diverse a seconda del loro sesso, è inevitabile che essi reagiscano ai loro richiami d conseguenza fin dal primo momento in cui se li trovano tra le braccia. Questo semplice fatto porta fatalmente i bambini dei due sessi a compiere e vivere esperienze differenti. 

 

Ad onor del vero, però, gli stereotipi sono democratici, almeno loro. Questo inverno, infatti, abbiamo dovuto sopportare uno spot davvero anomalo di Menarini, per il Vivin C, farmaco per curare i sintomi dell’influenza. O delle influenze.

Seguire il filo logico non è facile, quindi procediamo per punti.

Vivin C sa che esistono due tipi di influenza: quella femminile e quella maschile.

Lo sa Vivin C, perché a me questa informazione risulta totalmente nuova. Ma attendo fiduciosa di sapere in cosa si distinguono.

Eppure i sintomi sono gli stessi. Febbre, congestione nasale e dolori influenzali.

Quindi: sono influenze diverse, ma hanno gli stessi sintomi. In cosa sono diverse allora? Forse vanno trattate in modo diverso..

Vivin C agisce contemporaneamnete sui sintomi influenzali sia femminili, che maschili. 

Ma stiamo scherzando? Sono diverse, ma hanno gli stessi sintomi e si curano nello stesso modo. Ok, quindi continuiamo a fare come si è sempre fatto: abbiamo un solo farmaco per l’influenza, maschile e femminile. Come prima che qualcuno si ponesse il problema. Quale sarebbe la novità di questo prodotto? Non è chiaro  e non è spiegato.

Ma non c’è limite al peggio. La vera perla di saggezza, in termini di stereotipo di genere, è sul sito internet di Menarini:

Molti scienziati e Università prestigiose hanno portato avanti studi, teorie e varie ricerche, finendo però sempre alla stessa conclusione: “anche se i sintomi sono gli stessi, uomini e donne soffrono l’influenza in modo diverso”.

Cominciamo bene. Siamo sul sito internet di una casa farmaceutica e troviamo informazioni vaghe e non referenziate. Quali scienziati? Quali Università prestigiose? Quali studi, teorie e ricerche? Non si può sapere…

Uomini e donne soffrono l’influenza in modo diverso.
Ed è questo il punto focale! Se per le donne l’influenza è un fastidioso inconveniente, che non mette a repentaglio gli impegni presi, per gli uomini è una vera catastrofe. Per causa di forza maggiore rimandano tutti gli appuntamenti, si trascinano debilitati da una stanza all’altra e intorno alla zona divano creano una sorta di habitat in cui è possibile trovare fazzoletti, pantofole, coperte e telecomandi vari…

Ma adesso è tutto chiaro! Non c’è alcuna differenza reale tra l’influenza maschile e femminile (anche se lo spot dice il contrario). Il problema è che, secondo Menarini, gli uomini sono senza spina dorsale e affrontano l’influenza come una delle piaghe d’Egitto. Quindi il trattamento è lo stesso, ma illudiamo queste anime semplici che stiamo rivolgendo a loro un farmaco studiato apposta per i maschi. Non si accorgeranno che è sempre lo stesso farmaco perché, appunto, sono anime semplici.

Tanto in Menarini si saranno detti: sono le donne a comprare i farmaci per l’influenza. Strizziamo l’occhio alle donne e diventiamo loro complici per prendere in giro mariti, fidanzati, figli o padri.  Peccato che sia un’azienda farmaceutica…

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