Luca Parmitano al Wired Next Fest 2014

Saltiamo a pie’ pari tutta la parte in cui racconto per l’ennesima volta (ennesima per chi mi conosce) il fatto di essere cresciuta a pane e Star Trek. Arriviamo direttamente a questa mattina, quando ho seguito l’intervento di Luca Parmitano al Wired Next Fest 2014.

Luca Parmitano è uno che è stato davvero nello spazio. Non è stato semplicemente nello spazio, è stato il primo astronauta italiano a fare una passeggiata nello spazio, nell’ambito di una missione esplorativa di sei mesi intorno alla Terra. Non so se mi spiego. Lui era lì sul palco, io a pochi metri.

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Luca Parmitano è uno che alla domanda: “Hai dovuto studiare per fare foto così belle dallo spazio?” risponde che nella dotazione dell’equipaggiamento c’era una macchina fotografica pazzesca, che lui non sapeva usare un granché e che metteva sempre in modalità automatica, scattando una media di 100 foto per averne almeno una decente. Uno che ti dice che guardare la Terra dalla cupola della stazione è un po’ come stare nella cabina di comando del Millenium Falcon.

Luca Parmitano è uno di quegli uomini che potrebbe parlare per ore e tu staresti lì ad ascoltarlo senza stancarti mai. Perché anche quando ti racconta come funziona il bagno di una stazione orbitante, si illumina di entusiasmo per spiegarti la tecnologia che permette di recuperare e riciclare acqua. E semplicemente sprigiona energia dagli occhi, dalle mani, da quella incredibile tuta che lo accompagna.

E poi c’è una nota personale, di stupida e infantile soddisfazione. Al termine del suo intervento, ho twittato un banalissimo ringraziamento per lui. E Luca Parmitano ha aggiunto ai preferiti il mio tweet. Uno che è stato sei mesi nello spazio, ha letto 140 caratteri scritti da me. Oggi decido di essere felice per le piccole cose e mi sembra di essere stata un po’ nello spazio anch’io.

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