Save Rummo e il sostegno che viene dai social network

Ho da poco parlato di vari casi di instant advertising, che coinvolgono aziende con forte presenza sui social network. Questo invece è il caso di un brand che è diventato protagonista delle piattaforme sociali suo malgrado.

Procediamo con ordine. Nella notte tra il 14 e il 15 ottobre 2015, un forte nubifragio mette in ginocchio l’area di Benevento. I danni sono ingenti, soprattutto nell’area industriale e soprattutto per tre aziende: Agrisemi Minicozzi, Metalplex e il Pastificio Rummo. In tutto, si stima che siano rimasti senza il posto di lavoro circa 1.500 dipendenti.

Il Pastificio Rummo reagisce con orgoglio e con la voglia di rialzarsi il prima possibile, anche se sono fortemente compromesse strutture e macchinari.

Rummo

 

 

È a questo punto che la rete si mobilita. Lo fa creando l’hashtag #SaveRummo veicolato su Facebook, Twitter e Instagram, e lanciando un evento su Facebook: un invito ad acquistare una confezione di pasta Rummo, per sostenere l’azienda e aiutarla a superare questo momento di crisi.

Rummo_eventoFB

 

Nel giro di due giorni, sono state superate le 100 mila adesioni. Certo, sappiamo bene che un clic su Facebook non corrisponde al vero acquisto. Significa solo un moto di solidarietà che speriamo si traduca in un’azione concreta, l’unico vero aiuto per l’azienda.

L’evento è partito dalle persone che hanno deciso di esprimere il proprio sostegno. Lo stesso pastificio si è mostrato stupito.

Rummo_Corsera

 

E in modo altrettanto spontaneo, molti personaggi si sono resi testimonial della campagna.

SaveRummo-solidarietà-sul-web-per-il-pastificio-allagato-3

 

E tutto questo è avvenuto in modo spontaneo, nonostante Rummo non sia un’azienda particolarmente presente sui social. Insomma, prima di questo fatto, l’ultimo post su Facebook è datato 31 agosto e il precedente è del 6 maggio. Questo significa che la relazione con il pubblico non è stata stretta in rete, ma più banalmente a tavola.

Detto in altre parole, la pasta Rummo è buona. La gente la compra e sa che si tratta di un prodotto italiano di qualità. Per questo vuole difenderla.

Chiarito questo, la campagna social allarga il cuore, ma non risolve ogni problema ed è ovvio. Eppure i consumatori hanno tra le mani un potere enorme, di cui non sempre sono consapevoli e, infatti, i commenti sui social parlano già di persone che faticano a trovare la pasta Rummo nei negozi e di scorte che si stanno esaurendo. Comprare in massa la pasta Rummo non risolve il problema, perché il vero problema sarà riprendere la produzione, ma intanto permette di aumentare rapidamente la liquidità dell’azienda, aiutandola così a trovare i fondi necessari per riparare i danni

Qualcuno ovviamente dirà anche che a fronte di una campagna a favore del Pastificio Rummo, molte altre aziende affrontano piccole e grandi crisi senza ricevere altrettanto aiuto.

Personalmente, non amo l’atteggiamento del “perché questo sì e quello no?”. Per quanto mi riguarda, l’importante è cominciare da qualche parte, fare qualcosa. Altrimenti per paura di non fare abbastanza per tutti, si rischia di non fare niente per nessuno. E a quanti conoscono altri casi meritevoli di aiuto, auguro la stessa intraprendenza.

In ogni caso, ieri Rummo ha trovato modo di tornare sui social, se non altro per esprimere gratitudine verso tutti coloro che stanno sostenendo la sua causa.

Rummo_Grazie

 

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