Top e Flop dell’estate

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L’estate è finita e, tra gelati e creme depilatorie, gli spot sono stati piccoli e grandi tormentoni.

Ecco la mia personale classifica dello spot più bello e dello spot più brutto che ho visto in questi mesi estivi.

Top: lo spot migliore dell’estate

A mio insindacabile giudizio, il primo posto degli spot migliori di quest’estate se lo aggiudica Trivago, con i diversi soggetti che declinano la headline “Sappiamo tutto di hotel” (che prosegue sui social con #SappiamoTuttoDiHotel).

La mia è una scelta estetica prima di tutto, perché le storie sono brevi e divertenti, non stereotipate, con personaggi simpatici e finali inattesi che vengono inseriti all’interno di film ben girati, dal sapore cinematografico. Insomma, direi che non è poco come livello qualitativo.

 

A voi il soggetto Trivago Italia, con un malloppo che può fare la felicità.

 

Ed ecco il soggetto Trivago New York e dei suoi amori impossibili.

 

Per finire, il soggetto Trivago Bankok, con un po’ di suspance e di ectoplasmi. 

 

Anche sul fronte strategico, la campagna è stata assolutamente positiva. Giocare sul concetto di esperienza è stato sicuramente efficace e ha spostato l’attenzione dal concetto di convenienza a quello di competenza. Affidarsi a Trivago, quindi, non permette solo di trovare hotel di qualità a prezzi imbattibili. Con questa campagna, Trivago diventa uno specialista di hotel, l’esperto che padroneggia la materia, persino i particolari che nessuno conosce. Inutile navigare, fare ricerche, chiedere ad amici e parenti: la soluzione più semplice è chiedere a chi sa tutto di hotel!

E infatti, complice un’headline immediata e un jingle orecchiabile, il messaggio è facilmente memorizzabile e, nella ricerca di soluzioni per le vacanze, è inevitabile pensare “un giro sul sito di Trivago lo farei…”

Per inciso, i registi sono Alex Eslam e Hanna Maria Heidrich che hanno davvero la capacità di raccontare storie nelle loro corde.

 

Flop: lo spot peggiore dell’estate

Senza voler esagerare, ammetto di aver avuto l’imbarazzo della scelta. Ma alla fine, c’è uno spot che in questi mesi mi ha davvero perseguitato, già da prima dell’estate. Si tratta dello spot Danacol, che vuole sensibilizzare il pubblico sull’importanza di tenere sotto controllo il colesterolo (nobilissimo intento) e sull’utilità del consumo di Danacol (comprensibilissimo intento).

Il vero problema  è il protagonista dello spot e la sua faccia disperata.

Avevo il colesterolo un po’ alto, eppure pensavo di avere una vita sana.
Mi sbagliavo.
Lo diceva il dottore…

Lo sguardo perso nel vuoto, il discorso che sembra alludere ad un’infausta fine, lo sfondo grigio stile lapide fanno pensare che il nostro eroe ci stia parlando dall’aldilà.

E invece no! Cambio scena, musichetta allegra in sottofondo, scena all’aria aperta (la faccia però non migliora, ammettiamolo!) e soprattutto un Danacol in mano:

Ora faccio una vita sana e bevo Danacol!

Bene, fatti anche una risata tanto che ci sei, no? Eh no, perché nella chiusura torna il caro menagramo che abbiamo conosciuto e apprezzato all’inizio. Cinge con un braccio il nipote, guarda in camera (guarda proprio me, non ci sono dubbi) e ammonisce:

Pensaci: hai solo un cuore.

 

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