Top e flop di ottobre

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Eccoci all’appuntamento con top e flop di ottobre, in questo autunno molto caldo e non particolarmente generoso, a mio parere, di punte alte o basse nelle pubblicità che stiamo vedendo.

Anche per questo, ho deciso di fare un’assegnazione a tema per i miei personalissimi top e flop di ottobre: gli spot con testimonial famosi.

 

 

Ricorrere a un testimonial famoso, per la pubblicità, è sempre una mossa pericolosa. Primo, perché si rischia di dipendere troppo dalle alterne fortune del personaggio di turno. Secondo, perché si potrebbe commettere l’errore di confezionare uno spot esageratamente incentrato sul personaggio, quindi povero in termini creativi e di comunicazione del marchio. E infatti, alcuni spot ne escono vittoriosi, mentre altri no.

Il top è lo spot Nespresso “Epiphany”, nel quale il fascinoso George Clooney cerca di insegnare a Jack Black poche e semplici regole di seduzione. Il dialogo è essenziale e giocato, in un’alternanza rapida di frasi che ruotano intorno all’unica domanda corretta, diventata ormai un’icona: “What Else?”. Per Jack Black è, appunto, una vera epifania: ecco il caffè giusto e la frase giusta per conquistare le donne più belle.

Non so dire se l’ingresso di Jack Black sia stato studiato per venire in soccorso a un George Clooney ormai in difficoltà nel sostenere la comunicazione Nespresso. Fatto sta che parliamo di Jack Black e per me è già detto tutto. Lui rappresenta un altro tipo di fascino, a cui personalmente non so resistere. E anche questa volta Nespresso si conferma come marchio internazionale, raffinato e ironico, innovativo e di grande stile. E quando Jack Black alza il sopracciglio, non c’è altro da dire.

 

Ma a fronte di uno spot di successo, ce ne sono molti altri che falliscono miseramente. Sono quelli che coinvolgono come testimonial personaggi famosi sulla via del tramonto della popolarità, come il caso di Rio Mare e di Kevin Costner. Lo ammetto, non è mai stato il mio attore preferito, ma non posso certo negare che, soprattutto negli anni ’90, abbia goduto di grande successo.

Proprio per questo, è davvero triste ritrovarlo così, protagonista di una storia inconsistente, incentrata solo sull’attore famoso innamorato della cucina italiana e su tre donne italiane innamorate di lui. E, tra l’altro, visto che Kevin Costner interpreta se stesso in viaggio in Italia, perché è stato doppiato?

 

 

Segue a ruota la serie di spot Vodafone sui vantaggi della rete 4G, che elegge Bruce Willis come testimonial. Non siamo allo stesso livello dello spot Rio Mare: Bruce Willis non è affatto in declino e in ogni caso ne esce meglio anche da questa esperienza. Ma nel complesso, l’idea creativa è sfuggente e ripetitiva, lo storytelling è sostenuto unicamente dal personaggio, nonostante il ruolo che gli è stato affidato sia privo di smalto.

 

A questo proposito, mi piacerebbe davvero sapere chi ha deciso che tutte le compagnie telefoniche debbano obbligatoriamente fare spot multi soggetto con testimoniali famosi che cercano di far ridere. Non me lo spiego, ma so che è una regola da cui nessuno, da anni, trova il coraggio di trasgredire.

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