Top e Flop di settembre

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Settembre è il mese dei ripensamenti, come cantava Guccini, ma io non ne ho avuti molti nello scegliere top e flop di settembre, tra tutti gli spot che ho visto in quest’ultimo mese.

 

 

 

Ed ecco che il mio top è il nuovo spot di Finish: “ogni piatto, ogni volta”. Top perché il concept creativo e lo stile visivo sono finalmente originali, in un settore dove l’ovvio sembrava quasi un obbligo. Per una volta, ed era ora, non ci sono teglie sporche di lasagne e non c’è il personaggio scaltro che insegna al personaggio imbranato come si eliminano le tracce di unto dopo una cena luculliana. Cominciavo a credere che non esistesse un paradigma diverso da questo.

In questo spot, nessuno spiega più come Finish lavi bene i piatti. Finish passa a un livello superiore, dove i valori del prodotto, in termini di efficacia, sono ormai consolidati e si può quindi cominciare ad assegnare valori nuovi, di altra natura. In questo caso, valori esperienziali, umani e anche ironici.

Intatti, l’idea qui è cambiata. E ci fa vedere come, qualsiasi cosa capiti nella nostra vita, ci sono sempre piatti da lavare, o dentiere da mettere su un comodino. Così, i nostri momenti belli e quelli brutti sono raccontati attraverso piatti sospesi, sia nello spazio che nella narrazione, e ordinati come in una lavastoviglie.

 

Ma dopo un top, c’è sempre anche un flop. In questo caso, il mio flop è lo spot di Repower. Il motivo è molto semplice: non si capisce assolutamente cosa faccia l’azienda.

Lo spot sembra lunghissimo (anche se sono soltanto i canonici 30 secondi) e parte da lontano raccontando una metafora sull’energia degli atleti con uno stile che Men’s Health in confronto è il prototipo della finezza. Al secondo 16, lo spot comincia a riportare il discorso al suo ambito reale, suggerendo il passaggio dall’atleta all’impresa: “la tua azienda è un organismo perfetto” per poi spiegare che “Repower è il tuo personal trainer dell’energia”.

E quindi? E basta. Lo spot è finito. E quando l’ho visto, sono rimasta lì bloccata sul mio comodo divano e ho pensato che non avevo capito nulla. Per me, Repower poteva offrire consulenza per ottimizzare le risorse in azienda, persino fare marketing. Oppure poteva essere un service che seleziona il migliore fornitore di energia, secondo le esigenze di ogni azienda. O ancora, poteva essere un software per l’organizzazione dei flussi aziendali. Sono andata sul loro sito, ma ammetto: solo per scrivere questo post.

Voglio rivelare l’arcano: “Repower è una società svizzera attiva nel settore energetico a livello internazionale e presente in tutta la filiera elettrica: dalla produzione alla vendita, passando per il trading e la distribuzione.” Beh, dai, non era difficile.

Forse uno spot meno contorto avrebbe potuto spiegarlo.
Il fatto è che uno spot può essere bello o brutto (e questo è brutto). Ma se non si capisce cosa voglia dire, è davvero un guaio. E qui non siamo al livello che non si capisce ma ti fa venire voglia di capire: no, ti fa venire voglia di non vederlo mai più.

 

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