“You’ll Never Walk Alone” e Liverpool: una storia d’amore

Parliamo ancora di calcio, visto che siamo in piena atmosfera da Mondiali 2014.
Ma quella che vorrei raccontare è la storia di una canzone: You’ll Never Walk Alone. E anche di una squadra di calcio: il Liverpool.

You’ll Never Walk Alone fu scritta nel 1945 per il musical Carousel e diventò in breve tempo una canzone molto popolare, tanto da essere interpretata da vari artisti negli anni successivi, tra cui Gerry and the Pacemakers nel 1963.

 

Erano gli anni in cui, nel Regno Unito, le tifoserie di calcio intonavano dagli spalti i successi del momento e You’ll Never Walk Alone era sicuramente uno di quelle. Non ci fu un momento esatto in cui il Liverpool adottò questa canzone e neanche un motivo preciso, se non forse che Gerry Marsden era di Liverpool. Se vogliamo fissare una data, allora è il 1965, quando il Liverpool andò a Londra per giocare la finale della Coppa d’Inghilterra e il coro dei tifosi fu così emozionante che il cronista Kenneth Wolstenholme parlò di signature tune.

 

Fu un vero e proprio battesimo. Da lì in poi You’ll Never Walk Alone fu la canzone del Liverpool e dei suoi tifosi. Una canzone d’amore, una promessa: non sarete mai soli. E da lì in poi, seguire la storia del Liverpool significa ascoltare generazioni di tifosi che la cantano.

Non è una cosa da poco, se si pensa che la scritta You’ll Never Walk Alone è sul cancello dello stadio di Anfield e nello stemma della squadra.

stadio_anfield

 

Il Liverpool non fu l’unica squadra a legarsi a questa canzone. Anche per il Celtic sono note importanti, tanto che ci sono state dispute sull’effettiva paternità di questo inno. E tanto che il miglior coro di sempre è considerato quello che unisce tutto lo stadio, con i tifosi del Liverpool e del Celtic, appunto, che cantano insieme in occasione dei quarti di finale di Coppa UEFA (13 marzo 2003, finì pari…).

 

Di fatto, You’ll Never Walk Alone diventò l’inno ufficiale del Liverpool. Deciso dai tifosi, adottato dalla Società. Tutto il lavoro sull’immagine della squadra, sulla promozione, sul lancio delle partite si accompagna a questa canzone.
Un vero e proprio storytelling, come piace molto dire oggi, un racconto corale che ha una colonna sonora ben precisa. Una storia nella quale i protagonisti sono sicuramente i tifosi, mentre chi la racconta può cambiare. Può essere la Società, lo sponsor, l’emittente televisiva che trasmette una partita.

 

Finché il cerchio si chiude, e Gerry and the Pacemakers rifanno il video di You’ll Never Walk Alone raccontando proprio questa storia, che ovviamente è stata anche per loro molto importante.

 

Certo, tutti ci guadagnano. Perché non dovrebbe essere così? Il calcio è comunque business, scandalizzarsi sarebbe ridicolo.
Ma anche considerando il Liverpool un brand, su questo brand è stato costruito uno spessore emozionale e umano che ha molto da insegnare.
A me quello che colpisce è che questa canzone non è un’incitazione, quasi bellica, per andare a vincere sugli avversari.
La canzone non parla della squadra, parla dei tifosi e del loro amore per la squadra, che è una prospettiva ben diversa.

In Italia siamo lontanissimi da queste logiche di valorizzazione del brand-squadra. E credo che anche su questo bisognerebbe ragionare quando si discute sul perché il nostro calcio è così diverso da quello di altri Paesi.

facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmailby feather

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *